Moncalvo: cosa vedere nella città più piccola d'Italia
Moncalvo è un comune di 2.743 abitanti in provincia di Asti, su un colle del Monferrato a circa 305 metri, che si presenta come la città più piccola d'Italia: ha il titolo di città dal 1705. Fu la prima capitale del Monferrato e conserva chiese con le tele di Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo, i bastioni del castello e due fiere storiche.

Perché Moncalvo è la città più piccola d’Italia?
Moncalvo è la città più piccola d’Italia perché è un comune di poco più di 2.700 abitanti che porta il titolo di città. Secondo Wikipedia glielo conferì il duca di Mantova Ferdinando Carlo Gonzaga il 23 marzo 1705, e Vittorio Amedeo III di Savoia lo riconfermò con le patenti del 9 agosto 1774. Il titolo ricorda il suo passato: di origine romana, Moncalvo fu la prima capitale storica del Monferrato e appartenne ai marchesi del Monferrato, ai Gonzaga e dal 1704 ai Savoia.
Cosa vedere a Moncalvo in un giorno?
A Moncalvo in un giorno si vedono le chiese, il castello e le vie del centro, seguendo l’itinerario di Langhe Monferrato Roero.
- Piazza Carlo Alberto, la grande piazza del castello, con i portici ottocenteschi lungo i bastioni.
- La sinagoga dell’antico ghetto, che conserva la scritta ebraica in facciata.
- Il teatro ottocentesco e via Cissello, con il municipio nell’ex convento delle orsoline e il Museo civico della collezione Montanari.
- La chiesa della Madonna delle Grazie, in una piazzetta di via Testa Fochi.
- Via XX Settembre, detta «la fracia», con la gotica Casa Lanfrancone, le pietre d’inciampo davanti a Casa Montanari e la chiesa di Sant’Antonio Abate.
- La chiesa di San Francesco, sul colle di Monteguardo, con le tombe dei Caccia e dei marchesi del Monferrato.
- Il Torrione Bonaventura con la Bottega del Vino, i camminamenti e lo sferisterio della Fossa dei Leoni.
La chiesa di Sant’Antonio Abate, la più visitata, ha una guida a parte con la storia, le cappelle e gli orari.
Qual è la storia ebraica di Moncalvo?
La storia ebraica di Moncalvo comincia nel Cinquecento, quando in città si formò una comunità fiorente: secondo Wikipedia nel 1731 gli ebrei erano 176, su poco più di 1.500 abitanti non ebrei. Il ghetto, a differenza di molti altri, era in zona centrale. Tra il 1943 e il 1945 otto persone furono arrestate in città e deportate ad Auschwitz, dove morirono; le pietre d’inciampo di via XX Settembre ne ricordano quattro. Il cimitero israelitico si trova sulla strada per Grazzano Badoglio.
Le chiese di Moncalvo

La chiesa della Madonna delle Grazie, il gioiello settecentesco del Magnocavalli in via Testa Fochi, aperta nel 1758.

La chiesa di San Francesco, la parrocchiale di Moncalvo, con le tombe dei Paleologi e le tele dei Caccia.
Il castello e la città

Il castello di Moncalvo, la fortezza dei marchesi del Monferrato, con i bastioni, i torrioni e i camminamenti segreti.
I pittori Caccia

Guglielmo Caccia, il pittore della Controriforma che prese il nome d'arte di Moncalvo, morto in città nel 1625.

Orsola Maddalena Caccia, la figlia del Moncalvo, monaca orsolina e pittrice di pale d'altare e nature morte.
Le fiere di Moncalvo

La Fiera del Bue Grasso, la fiera di dicembre con i buoi di razza Piemontese e il bollito misto, alla 387ª edizione.

La Fiera del Tartufo di Moncalvo, la fiera nazionale del tartufo bianco in piazza Carlo Alberto, ogni ottobre.
Nei dintorni di Moncalvo

Il Sacro Monte di Crea, il santuario UNESCO sulle colline del Monferrato dove Guglielmo Caccia affrescò le prime cappelle.