Guglielmo Caccia detto il Moncalvo: vita e opere

Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo, è il pittore nato a Montabone intorno al 1568 e morto a Moncalvo il 13 novembre 1625 che fu il maggiore pittore della Controriforma in Piemonte. Scelse Moncalvo, dove comprò casa nel 1593, e ne prese il nome d'arte. Lavorò al Sacro Monte di Crea, a Torino e a Milano, e le chiese di Moncalvo conservano molte sue tele.

Redazione della Guida alle chiese di MoncalvoPubblicato il

L'Adorazione dei Magi di Guglielmo Caccia nella chiesa di San Francesco a Moncalvo
foto Guglielmo Caccia (foto di Marcorandy84), CC BY-SA 4.0 · ritagliata e ridimensionata

Scheda: Guglielmo Caccia

Detto
il Moncalvo
Nascita
Montabone, intorno al 1568
Morte
Moncalvo, 13 novembre 1625
Moglie
Laura Oliva, figlia del pittore Ambrogio Oliva, sposata nel 1589
Casa a Moncalvo
dal 10 dicembre 1593
Figlia pittrice
Orsola Maddalena Caccia

Qual è la storia di Guglielmo Caccia?

La storia di Guglielmo Caccia comincia a Montabone, vicino ad Acqui, dove nacque intorno al 1568 da Giovanni Battista e da una Margherita. Secondo il Dizionario Biografico Treccani la data viene dall’Orlandi, che la riferì nel 1704, e le prime opere del pittore, a Guarene, sono del 1585. Il 6 novembre 1589 sposò Laura Oliva, figlia del pittore Ambrogio Oliva. Iniziò nell’ambiente artistico di Casale e, intorno al 1590, lavorò alle prime cappelle del Sacro Monte di Crea.

Perché Guglielmo Caccia è detto il Moncalvo?

Guglielmo Caccia è detto il Moncalvo perché scelse di vivere a Moncalvo e ne prese il nome d’arte. Il 10 dicembre 1593 comprò una casa in città, il primo segno sicuro del trasferimento secondo Treccani, e lì tornò dopo ogni viaggio di lavoro. Langhe Monferrato Roero scrive che il pittore scelse il nome della città per il suo prestigio, e che con quel soprannome è passato alla storia come il maggiore pittore della Controriforma piemontese.

In quali città lavorò Guglielmo Caccia?

Le città in cui lavorò Guglielmo Caccia sono in Piemonte e in Lombardia: sei tappe principali, ricostruite dal Dizionario Biografico Treccani.

  1. Il Sacro Monte di Crea, con le cappelle della Presentazione della Vergine al tempio, intorno al 1590, e della Natività della Vergine, terminata nel 1593 per Vincenzo I Gonzaga.
  2. Moncalvo, dal 1593, con l’Allegoria francescana per la chiesa di San Francesco.
  3. Torino, tra il 1605 e il 1608, per la grande galleria voluta da Carlo Emanuele I, con Federico Zuccari.
  4. Novara, dove dipinse la cappella di San Carlo Borromeo in San Marco tra il 1613 e il 1615.
  5. Milano, dove nel 1617 affrescò la cupola di San Vittore al Corpo.
  6. Pavia, dove nel 1619 concluse la cappella di Santa Lucia in San Michele.

Tornato a Moncalvo alla fine del 1619, lavorò sempre più con la figlia Orsola Maddalena, e la sua morte è registrata nei libri parrocchiali di Moncalvo il 13 novembre 1625.

Quali opere di Guglielmo Caccia si vedono a Moncalvo?

Le opere di Guglielmo Caccia che si vedono a Moncalvo sono nelle chiese di San Francesco e di Sant’Antonio Abate, secondo Città e Cattedrali e il Dizionario Biografico Treccani. In San Francesco ci sono l’Allegoria francescana, l’Adorazione dei Magi riprodotta in questa pagina, il Martirio di Sant’Orsola, il Riposo di San Rocco e il Martirio di San Maurizio, completato dalla figlia. Nella chiesa di Sant’Antonio Abate ci sono il San Carlo Borromeo, opera tarda, e la Madonna del Carmine. Treccani ricorda pure un San Rocco nella chiesa di San Rocco e un San Giovanni Battista affrescato nel 1603 nella chiesa di San Giovanni.

Dove è sepolto Guglielmo Caccia?

Dove è sepolto Guglielmo Caccia lo indica una lapide: probabilmente nella chiesa di San Francesco a Moncalvo. Secondo Città e Cattedrali si pensa che il pittore riposi nella cappella di Sant’Antonio di Padova, nel sepolcreto dei confratelli della compagnia di Sant’Antonio a cui apparteneva; una lapide voluta dall’ebanista Gabriele Capello lo ricorda sotto la tela del Miracolo della mula.

Guglielmo Caccia era nato a Moncalvo?

No, Guglielmo Caccia non era nato a Moncalvo: era nato a Montabone, vicino ad Acqui. Si trasferì a Moncalvo nel 1593 e vi morì nel 1625, e il nome della città divenne il suo nome d’arte.

Fonti