Orsola Maddalena Caccia: vita e opere della pittrice di Moncalvo

Orsola Maddalena Caccia è la pittrice figlia di Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo, nata alla fine del Cinquecento e morta a Moncalvo nel luglio 1676. Monaca orsolina nel convento che il padre fondò in città nel 1625, dipinse più di cento opere, dalle pale d'altare alle nature morte. A Moncalvo firmò la tela delle Sante Lucia, Agata e Liberata del 1637 e quattro tele in San Francesco.

Redazione della Guida alle chiese di MoncalvoPubblicato il

Angeli musicanti, dipinto di Orsola Maddalena Caccia al Museo civico di Casale Monferrato
foto Orsola Maddalena Caccia (foto di Mongolo1984), CC BY-SA 4.0 · ritagliata e ridimensionata

Scheda: Orsola Maddalena Caccia

Genitori
Guglielmo Caccia e Laura Oliva
Nascita
fine del Cinquecento (ottantenne alla morte)
Morte
Moncalvo, luglio 1676
Vita religiosa
orsoline di Bianzè dal 1620 circa; convento di Moncalvo dal 1625
Opere conservate
più di cento
Firma
un fiore o un mazzo di fiori

Qual è la storia di Orsola Maddalena Caccia?

La storia di Orsola Maddalena Caccia comincia nella bottega del padre, Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo, e della madre, Laura Oliva. La data di nascita non è nota: secondo il Dizionario Biografico Treccani l’atto di morte, del luglio 1676, la dice ottantenne, e i suoi primi interventi nei dipinti del padre si vedono solo dopo il 1615. Intorno al 1620 entrò nel convento delle orsoline di Bianzè. Il 15 aprile 1625 il padre fondò e finanziò un nuovo convento di monache a Moncalvo, dove fece trasferire le sue quattro figlie monache.

Dove si vedono le opere di Orsola Maddalena Caccia a Moncalvo?

Le opere di Orsola Maddalena Caccia a Moncalvo si vedono in due chiese e nel municipio. Nella chiesa di Sant’Antonio Abate ci sono le Sante Lucia, Agata e Liberata, datate 1637, e la Madonna col Bambino e Sant’Anna. Nella chiesa di San Francesco ci sono la Natività del Battista, il Cristo coronato di spine, il Sant’Antonino martire e la Sacra Famiglia con Sant’Orsola, oltre al San Luca nello studio, in cui il volto del santo sarebbe un ritratto del padre. Il municipio, nell’ex convento delle orsoline, conserva molti suoi piccoli dipinti, tra cui tre nature morte.

Com’è la pittura di Orsola Maddalena Caccia?

La pittura di Orsola Maddalena Caccia ripete a lungo i temi del padre, con una mano più minuta e toni più freddi e azzurrini, secondo il Dizionario Biografico Treccani. La sua fama recente viene dalle nature morte, identificate solo nel 1964: frutti, fiori e spesso un animale, un fagiano o un insetto, in composizioni semplici e verticali. Wikipedia ricorda che l’artista firmava con un fiore o un mazzo di fiori.

Chi erano i committenti di Orsola Maddalena Caccia?

I committenti di Orsola Maddalena Caccia erano le chiese del Piemonte e oltre, e la corte dei Savoia. Treccani cita le sue lettere del 1643 all’infanta Margherita di Savoia per alcune opere, e la presenza di sue tele da Genova a Pavia e alla Galleria Spada di Roma. Nel 1665, ancora attiva, accolse nel convento di Moncalvo la pittrice Laura Bottero, suor Candida Virginia, come allieva.

Orsola Maddalena Caccia era una monaca?

Sì, Orsola Maddalena Caccia era una monaca orsolina: entrò nel convento di Bianzè intorno al 1620 e dal 1625 visse nel convento di Moncalvo fondato dal padre, dove dipinse fino alla vecchiaia.

Fonti