Sant'Antonio Abate: vita, festa, protezione e preghiera

Sant'Antonio Abate è l'eremita egiziano morto nel 356 che la Chiesa ricorda il 17 gennaio, il giorno della benedizione degli animali, di cui è il protettore. A Moncalvo la sua statua corona la facciata della chiesa di Sant'Antonio Abate, in via XX Settembre, ricostruita nel 1623 sul luogo di un oratorio a lui dedicato.

Redazione della Guida alle chiese di MoncalvoPubblicato il

Sant'Antonio Abate con il bastone a tau e il libro, dipinto di Pedro García de Benabarre
foto Pedro García de Benabarre (foto di Didier Descouens), Pubblico dominio · ritagliata e ridimensionata

Scheda: Sant'Antonio Abate

Festa
17 gennaio
Nascita
Coma (oggi Qumans), Egitto, 251
Morte
deserto della Tebaide, 17 gennaio 356
Detto anche
Sant'Antonio il Grande, Sant'Antonio del Fuoco, Sant'Antonio del Deserto
Biografo
Atanasio di Alessandria (Vita Antonii, 357 circa)
Patrono di
animali domestici, allevatori e contadini, macellai e salumai, canestrai
Come riconoscerlo nei dipinti
bastone con la croce a tau, campanella, maiale, libro, fuoco
A Moncalvo
Statua di Sant'Antonio Abate sulla facciata (anonimo)

Qual è la storia di Sant’Antonio Abate?

La storia di Sant’Antonio Abate comincia a Coma, in Egitto, dove l’eremita nacque nel 251. Morì nel deserto della Tebaide il 17 gennaio 356, a 105 anni. Rimasto orfano prima dei vent’anni, distribuì i beni ai poveri e scelse la vita solitaria nel deserto. Wikipedia lo indica come il fondatore del monachesimo cristiano e il primo degli abati. La sua vita è raccontata dal discepolo Atanasio di Alessandria nella Vita Antonii, scritta intorno al 357, che dà grande spazio alla lotta del santo contro le tentazioni del demonio.

Dove si trova Sant’Antonio Abate a Moncalvo?

Sant’Antonio Abate a Moncalvo si trova sulla facciata della chiesa che porta il suo nome. Secondo Città e Cattedrali, in via XX Settembre esisteva già prima del 1459 un oratorio dedicato al santo. La chiesa attuale fu ricostruita nel 1623 e la sua facciata, rivolta a nord, mostra tre statue: in alto Sant’Antonio Abate, in basso San Pietro e San Giovanni.

Di cosa è il protettore Sant’Antonio Abate?

Sant’Antonio Abate è il protettore degli animali domestici, degli allevatori e dei contadini, dei macellai e dei salumai. Il patronato nasce nel Medioevo con l’Ordine degli Ospedalieri Antoniani, che curavano i malati del «fuoco di sant’Antonio» e allevavano maiali: dal loro grasso ricavavano gli unguenti per le piaghe.

Come si riconosce nei dipinti Sant’Antonio Abate?

Sant’Antonio Abate si riconosce nei dipinti da 5 attributi, quasi tutti ereditati dagli Antoniani.

  1. Il bastone che termina con una croce a forma di tau, la lettera che gli Antoniani portavano cucita sull’abito.
  2. La campanella, che gli Antoniani scuotevano per annunciare il loro arrivo.
  3. Il maiale, spesso con la campanella al collo.
  4. Il libro, segno della regola e della vita di preghiera.
  5. Il fuoco, che ricorda la malattia a cui il santo dà il nome.

Il santo è quasi sempre un anziano con la barba bianca e il saio dei monaci, come nella tavola di Pedro García de Benabarre riprodotta in questa pagina.

Perché si benedicono gli animali il 17 gennaio?

Gli animali si benedicono il 17 gennaio perché è la festa di Sant’Antonio Abate, il loro protettore: quel giorno, secondo la tradizione, la Chiesa benedice gli animali e le stalle. L’usanza, spiega Wikipedia, nasce nel Medioevo in terra tedesca, dove ogni villaggio allevava un maiale destinato all’ospedale dei monaci di Sant’Antonio.

Qual è la differenza tra Sant’Antonio Abate e Sant’Antonio di Padova?

La differenza tra Sant’Antonio Abate e Sant’Antonio di Padova sta nell’epoca, nella vita e nella festa: sono due santi diversi, vissuti a quasi mille anni di distanza.

CriterioSant’Antonio AbateSant’Antonio di Padova
Epoca251–3561195–1231
Chi eraeremita e abate egizianofrate francescano nato a Lisbona
Festa17 gennaio13 giugno
Simbolibastone a tau, campanella, maialeGesù Bambino, giglio, libro
A Moncalvochiesa di Sant’Antonio Abatecappella in San Francesco, voto del 1628

Qual è la preghiera a Sant’Antonio Abate?

La preghiera a Sant’Antonio Abate più diffusa nella tradizione popolare chiede la vittoria sul male, la salute del corpo e la protezione della famiglia e degli animali di casa. Il testo è quello pubblicato dal Museo della Città di Acquapendente.

O trionfatore glorioso sul Demonio, invano armato in multiformi maniere contro di Voi, Sant’Antonio Abate, prosegui la vittoriosa opera su l’Inferno, congiurato ai nostri danni. Da quei colpi funesti salva le anime nostre, fortificandole nelle spirituali battaglie: per i nostri corpi invoca costantemente la sanità. Allontana dalla nostra vita, quella dei nostri cari e dei nostri amati animali domestici ogni maligno influsso, e la vita presente, grazie a Te tranquilla per noi, sia per noi anticipazione e preparazione alla pace perfetta della vita eterna.

Sant’Antonio Abate c’entra con il fuoco di Sant’Antonio?

Sì, il fuoco di Sant’Antonio prende il nome da Sant’Antonio Abate. Nel Medioevo gli Ospedalieri Antoniani accoglievano i malati di questo «fuoco» nei loro ospedali, e per questo il santo è chiamato Sant’Antonio del Fuoco. Oggi l’espressione indica l’herpes zoster: per i sintomi e le cure la fonte giusta è il medico, non questa pagina.

Fonti