Sant'Orsola e le undicimila vergini: storia, festa e preghiera

Sant'Orsola è la principessa martirizzata a Colonia, secondo la tradizione nel IV secolo, con le compagne che la leggenda chiama undicimila vergini; la Chiesa la ricorda il 21 ottobre. A Moncalvo Guglielmo Caccia ne dipinse il martirio per la chiesa di San Francesco, e la figlia Orsola Maddalena, che portava il suo nome, fu monaca nel convento che il padre fondò in città nel 1625.

Redazione della Guida alle chiese di MoncalvoPubblicato il

Il martirio di Sant'Orsola dipinto da Caravaggio nel 1610
foto Caravaggio, Pubblico dominio · ritagliata e ridimensionata

Scheda: Sant'Orsola

Festa
21 ottobre
Epoca
IV secolo, secondo la tradizione
Luogo del martirio
Colonia
Santuario principale
Duomo di Colonia
Patrono di
ragazze da marito, scolare e maestre, orfani, isola di Gozo
Come riconoscerlo nei dipinti
freccia, palma del martirio, corona, vessillo, mantello che protegge le compagne
A Moncalvo
Martirio di Sant'Orsola (Guglielmo Caccia)

Qual è la storia di Sant’Orsola?

La storia di Sant’Orsola è quella di una principessa semileggendaria, vissuta probabilmente nella seconda metà del IV secolo e martirizzata a Colonia un 21 ottobre. Secondo la leggenda riportata da Wikipedia, Orsola prese il mare con undici navi e undicimila vergini, risalì il Reno fino a Basilea e, sulla via del ritorno, trovò Colonia in mano agli Unni. Le compagne furono uccise in un solo giorno; il re degli Unni risparmiò Orsola per sposarla e, al suo rifiuto, la uccise con una freccia.

Dove si trova Sant’Orsola a Moncalvo?

Sant’Orsola a Moncalvo si trova nella chiesa di San Francesco, in due opere. Secondo Città e Cattedrali, nelle cappelle laterali c’è il Martirio di Sant’Orsola di Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo; nella cappella dell’Immacolata, in capo alla navata destra, c’è la Sacra Famiglia con Sant’Orsola di sua figlia Orsola Maddalena.

Il nome della santa lega la chiesa alla famiglia del pittore. Secondo il Dizionario Biografico Treccani, Orsola Maddalena Caccia entrò intorno al 1620 nel convento delle orsoline di Bianzè; il 15 aprile 1625 il padre finanziò un nuovo convento di monache a Moncalvo e vi fece trasferire le sue quattro figlie monache. Parte di quell’edificio, l’ex convento delle orsoline, ospita oggi il municipio.

Di cosa è la protettrice Sant’Orsola?

Sant’Orsola è la protettrice delle ragazze da marito, delle scolare e delle maestre, e degli orfani. È patrona dell’isola di Gozo, a Malta, e di Sant’Orsola Terme, in Trentino.

Come si riconosce nei dipinti Sant’Orsola?

Nei dipinti Sant’Orsola si riconosce dalla freccia del suo martirio e dalla palma, e porta spesso una corona da principessa e un vessillo. A volte apre il suo mantello per proteggere le compagne, come una madre, e molti pittori l’hanno ritratta nel momento del martirio, come Caravaggio nella tela del 1610 riprodotta in questa pagina.

Perché si parla di undicimila vergini?

Si parla di undicimila vergini per un probabile errore di lettura. Secondo Wikipedia un documento conservato in un monastero vicino a Colonia collocava il martirio di Orsola e delle compagne ad undecim milia, cioè «all’undicesimo miglio» dalla città, e l’espressione fu letta come «undicimila». Il numero delle compagne era quindi molto più piccolo.

Qual è la preghiera a Sant’Orsola?

La preghiera a Sant’Orsola della tradizione chiede l’umiltà e la fedeltà alla fede. Il testo è quello pubblicato da Santo del Giorno.

O gloriosa Santa Orsola, che per aver rinunziato generosamente alla vana gloria del mondo e per aver scelto le persecuzioni, il dolore, piuttosto che mancare alla fedeltà da voi giurata al Divino Sposo, siete ora da Lui così largamente rimunerata da farvi prostrare davanti tutti i popoli, i quali da ogni parte onorandovi invocano la vostra protezione ed aiuto, ottenete a noi tutti la grazia di rinunziare totalmente alla superbia per far acquisto della santa umiltà, che è il fondamento di ogni virtù e la vera via della gloria.

Sant’Orsola è la patrona delle orsoline?

Sì, Sant’Orsola è la patrona delle orsoline, le religiose dedicate all’educazione delle ragazze, che da lei prendono il nome. A Moncalvo il convento fondato da Guglielmo Caccia per le figlie apparteneva proprio a questa tradizione, secondo il Dizionario Biografico Treccani.

Fonti